I principi

Il trattamento considera la voce, il linguaggio e la deglutizione secondo un sistema di frequenze del canto colto che sollecitano i muscoli dell’apparato respiratorio e fonatorio, fornendo la possibilità al pazienti di attaccare il suono stimolando l’incipit alla sillabazione e la formazione del discorso. Soprattutto di abbattere il muro che rende spesso il paziente un coatto della comunicazione, rifiutandosi di interloquire al meglio con chi lo circonda perché teme di non essere compreso ed ascoltato.

Piccoli gruppi per poter considerare ogni paziente individualmente sul piano psicologico, intellettuale, sociale e naturalmente per fornire esercizi appropriati al grado della patologia.

Ovviamente i cicli vanno ripetuti con regolarità per contrastare la progressione della malattia e mantenere un buon livello.

Per questa ragione auspico presso le associazioni che i vari trattamenti clinici o olistici che siano, vengano ben coordinati per evitare sovrapposizioni e non produrre risultati.

La voce è strettamente connessa alla personalità.

Fisiologia 2Paul Moses scrive che si possono curare schemi nevrotici attraverso l’osservazione della tonalità, inflessione, intensità, rivelando le dinamiche psichiche. Paul Newham sostiene che la voce offre un accesso più diretto all’inconscio. Si Legge: l’obiettivo della psicanalisi è disattivare il controllo dominante del conscio, in particolare del super-io per vedere quello che affiora dall’inconscio. Freud lo ha fatto attraverso il linguaggio, la libera associazione.

Penso che liberare la verbalità stessa e permettere alla voce di esprimersi direttamente attraverso il canto sia un passo avanti.

I risultati ottenuti riguardano in modo essenziale i seguenti presupposti:
FisiologiaCorretta respirazione e pronuncia delle parole. I benefici sono legati ad un meccanismo ritmico internalizzato che permette di formulare la frase a tempo. I pazienti hanno così vinto i silenzi inappropriati e le brevi precipitazioni, espressivizzando meglio la frase e cogliendo l’andamento melodico intrinseco.
Memoria muscolare relativa a respirazione, intonazione, tono, cadenza delle parole e della frase.
Il canto obbliga il meccanismo laringeo ad uno sforzo dinamico maggiore con aumento del supporto respiratorio, incrementando la risonanza.
Favorisce una voce più forte.
Insegna a distribuire il respiro mentre si canta.
Migliora le pause inappropriate e le precipitazioni discorsive.
Rende il linguaggio più intelleggibile.
Maggiore incremento dei muscoli facciali rispetto al parlato.
Migliora la postura, agendo su una respirazione più efficace.

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